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Diritto d’Autore Digitale: Cosa Devi Sapere nel 2026
Mentre il tuo lavoro viaggia attraverso schermi, blockchain e intelligenze artificiali, ti sei mai chiesto dove finisce la tua opera e dove inizia il diritto di qualcun altro nell’utilizzarla?
Nel 2026, la protezione del diritto d’autore non è più una questione di semplici firme e contratti cartacei. È un ecosistema complesso dove codice, legge e creatività si intrecciano in modi che avrebbero sorpreso persino i legislatori di appena un decennio fa.
La rivoluzione digitale ha trasformato radicalmente il concetto stesso di “opera d’arte”. Non parliamo più solo di quadri fotografati e condivisi online, ma di opere native digitali, NFT, creazioni generate con AI, installazioni interattive. La domanda fondamentale è cambiata: non più “come proteggo la mia opera?”, ma “cosa sto effettivamente proteggendo?”
Il diritto d’autore nasce automaticamente con la creazione dell’opera. La tua opera è protetta dal momento in cui assume una forma tangibile o digitale. Ma la protezione copre l’espressione creativa, non l’idea. I diritti morali, paternità e integrità, restano inalienabili. I diritti patrimoniali, riproduzione e distribuzione, possono invece essere ceduti, licenziati, venduti. E qui inizia il territorio complesso.

Ma Quanto Valgono le Medaglie delle Olimpiadi Milano Cortina?
Il paradosso che nessuno vede: milioni di persone guardano gli atleti sul podio, ma quanti si chiedono chi ha creato quegli oggetti che incarnano decenni di sacrificio? E soprattutto, quanto valgono davvero?

Eclissi d’Arte
Quando il disco lunare oscurerà parzialmente il sole il 17 febbraio 2026, nella prima eclissi dell’anno, non assisteremo semplicemente a un allineamento planetario. Vivremo un’esperienza che sfida i nostri parametri percettivi fondamentali: la temporanea scomparsa della nostra principale fonte di riferimento visivo: il Sole.

“Ornamento e Delitto” era sbagliato: perché il decorativismo è tornato al centro dell’arte contemporanea (e del mercato)
Esattamente 117 anni fa, L’architetto Adolf Loos scriveva “Ornamento e Delitto”, condannando il decorativo come manifestazione di arretratezza culturale. Per tutto il Novecento, quella posizione ha dominato il discorso estetico occidentale: l’ornamento era superfluo, il dettaglio sospetto, la decorazione antitetica al progresso.
Eppure oggi, nelle maggiori fiere internazionali e nelle collezioni museali più prestigiose, si assiste a un fenomeno inequivocabile: il ritorno prepotente del decorativismo come linguaggio artistico legittimato, quotato, criticamente riconosciuto. E i numeri lo confermano senza ambiguità.

Il Carnevale come Opera d’Arte Totale: Quando l’Artigianato Diventa Rivoluzione Culturale
Cosa accomuna un maestro cartapestaio di Viareggio e un artista contemporaneo? La capacità di trasformare la materia in narrazione.
Mentre il mondo celebra il Carnevale come momento di evasione collettiva, pochi si soffermano sulla straordinaria tradizione artigianale che rende possibile questa metamorfosi annuale. Dietro ogni maschera, ogni carro allegorico, ogni costume che sfila nelle piazze italiane, si nasconde un patrimonio di saperi tecnici e creativi che attraversa secoli, trasformando il Carnevale da semplice festa popolare in autentica opera d’arte totale.

L’Italia si accende: arte, sport e identità alle Olimpiadi Invernali 2026
Il 6 febbraio 2026, allo Stadio San Siro di Milano, si apre un cerchio che non riguarda soltanto lo sport. Sarà il momento in cui un intero Paese prova a raccontarsi davanti al mondo, non attraverso la retorica della celebrazione, ma attraverso la densità di un gesto culturale.

Il mercato degli NFT è davvero morto? Il mondo della Blockchain nel 2026
Christie’s ha chiuso il suo dipartimento di arte digitale a settembre 2025, integrando le vendite in altre categorie. NFT Paris ha cancellato l’edizione 2026 con una frase che non lascia spazio a interpretazioni: “il collasso del mercato ci ha colpiti duramente”. Tra il 2021, quando un’immagine JPEG veniva venduta per 69 milioni di dollari, e oggi, c’è la storia di come il capitalismo speculativo ha divorato una tecnologia che poteva servire davvero.

Febbraio è il mese più sottovalutato del sistema dell’arte
Febbraio è il mese più sottovalutato del sistema dell’arte. Tutti parlano di Miami a dicembre, di Venezia a maggio, di Basilea a giugno. Ma febbraio? Febbraio è quando il mercato decide davvero cosa accadrà nei prossimi mesi.
È un mese strano, febbraio. Troppo presto per vedere i risultati delle strategie annuali, troppo tardi per essere ancora in modalità esplorazione. Eppure è esattamente in questa terra di mezzo che si giocano partite decisive: quali artisti entreranno nei programmi delle gallerie internazionali, quali opere troveranno collezionisti seri, quali relazioni nate davanti a un caffè diventeranno collaborazioni che cambiano traiettorie professionali.

The Art Flame: il contest internazionale di Artistinct per artisti contemporanei
Nel 2026 non tutti guarderanno la fiamma olimpica allo stesso modo.
Alcuni la porteranno.

Blue Monday nel sistema dell’arte: rallentare come pratica
Nel sistema dell’arte e della cultura, il Blue Monday non è solo una ricorrenza pop.
È un sintomo.
Un segnale sottile che emerge proprio nel periodo in cui il settore è chiamato a ripartire: nuovi programmi, nuove progettualità, nuove urgenze. Eppure, a gennaio, ciò che si avverte spesso non è slancio, ma una pausa non dichiarata. Una stanchezza silenziosa, difficile da nominare, che attraversa pratiche, istituzioni, processi creativi.

L’arte non è l’algoritmo: perché l’artista resta centrale anche nell’era dell’AI
Lo dissero nell’Ottocento davanti alla fotografia. Oggi lo si ripete parlando di intelligenza artificiale e arte. Ma se il vero problema non fosse la tecnologia, bensì il modo in cui continuiamo a fraintendere il ruolo dell’artista?
Ogni volta che una nuova tecnologia attraversa il territorio dell’arte, la reazione iniziale è quasi sempre la stessa: sospetto, paura, rifiuto. Eppure la storia dimostra che l’arte non muore, bensì si trasforma. La fotografia non ha sostituito l’artista, ne ha ridefinito il campo d’azione, liberando la pittura dall’obbligo mimetico e aprendo nuovi territori espressivi. Anche oggi, nel dibattito sull’intelligenza artificiale, assistiamo allo stesso panico morale: si parla di fine, quando in realtà siamo di fronte a un passaggio di inizio.

Stiamo vivendo l’arte o la stiamo semplicemente attraversando?
Ogni giorno scorriamo immagini, partecipiamo a eventi, leggiamo testi, incontriamo opere. L’arte è ovunque, sempre presente, sempre accessibile. Eppure, sempre più spesso, lascia una sensazione difficile da nominare: quella di essere passata senza essersi fermata davvero. Non per mancanza di qualità o di intenzione, ma perassenza di spazio. Uno spazio in cui tutto ciò che vediamo possa depositarsi, diventare esperienza invece che passaggio.
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