Artistinct si aggiudica il premio di Migliore Espositore Internazionale a Spectrum Miami e Red Dot Miami 2025. Ma dietro il riconoscimento c’è una storia più grande: quella di quattro persone che hanno deciso di costruire l’infrastruttura che all’arte italiana mancava per competere davvero sul mercato globale.
Miami, dicembre 2025. La settimana dell’arte più attesa dell’anno si è appena conclusa, e mentre i riflettori erano puntati sui record d’asta e sui grandi nomi, al Booth 913 di Spectrum Miami stava accadendo qualcosa di diverso. Un progetto nato a Milano ha vinto il premio di Migliore Espositore Internazionale, battendo gallerie e piattaforme con budget dieci volte superiori.
Quel progetto si chiama Artistinct: un ecosistema digitale per l’arte e la cultura fondato sulla filosofia giapponese dell’Ikigai, pensato per trasformare il talento artistico in valore riconoscibile e sostenibile sul mercato internazionale. Non una semplice piattaforma di vendita, ma un’infrastruttura completa che offre agli artisti visibilità strategica, formazione professionale, accesso diretto a collezionisti e investitori, e una comunità che amplifica il loro lavoro. E lo fa attraverso il Global Art Bridge: il format creato per costruire ponti culturali duraturi tra l’eccellenza artistica italiana e i mercati internazionali, portando artisti contemporanei nelle fiere d’arte globali con proposte curatoriali precise e competitive.
Non è stata fortuna. È stata strategia.
Per capire cosa significa questo riconoscimento, bisogna prima capire dove è stato vinto. La Miami Art Week non è una fiera: è la settimana dell’arte più importante del mondo . L’intera città attira oltre 100.000 visitatori in cinque giorni con l’importante fiera di Miami Art Basel e le fiere satelliti come Spectrum Miami, Red Dot Miami, NADA, UNTITLED, Scoope e molte altre
È il momento in cui il talento incontra il capitale. E per gli artisti italiani, è sempre stato complicato farsi spazio in questo sistema senza una galleria americana alle spalle o un network già consolidato.
Questo è esattamente il problema che Daniele Fazio ha voluto risolvere quando ha fondato Artistinct. “Gli artisti italiani hanno tecnica, storia, visione. Quello che manca è un sistema che trasformi tutto questo in valore riconoscibile sul mercato internazionale”, racconta. Non stava cercando di creare l’ennesima piattaforma per vendere arte online. Stava costruendo un’infrastruttura.
Insieme a Massimo Pozzi Chiesa, co-founder con una grande esperienza nel business development, hanno progettato Artistinct come un ecosistema a quattro pilastri: Work (opportunità concrete di vendita e visibilità), Learn (formazione sul mercato e sulla professionalizzazione), Invest (accesso diretto a collezionisti e investitori), Social (una comunità che sostiene e amplifica). Non teoria, ma strumenti operativi. Non promesse, ma contratti, fiere, connessioni reali.
La filosofia alla base è quella dell’Art Ikigai: trovare l’equilibrio tra ciò che ami fare, ciò in cui sei bravo, ciò per cui puoi essere pagato e ciò di cui il mondo ha bisogno. È un concetto giapponese che qui diventa metodo: ogni artista viene seguito non solo nella produzione, ma nella costruzione di una carriera sostenibile.
Ed è qui che entra in gioco il Global Art Bridge, il format con cui Artistinct ha vinto a Miami. Non è un evento, è un’infrastruttura culturale pensata per creare ponti duraturi tra l’arte italiana e i mercati internazionali. A Miami, questo significava portare sei artisti contemporanei italiani: Omar Hassan, EricsOne, Niccolò Uggioli, Emanuele Alfieri, Alessandro Pongan ed Emanuele Giannelli, con una proposta curatoriale precisa, organizzata su tre linee narrative: l’energia del gesto e della strada, la materia e la memoria, l’umanità e la sua struttura.
La curatela è stata affidata a Massimo Pozzi Chiesa, che ha costruito un percorso espositivo capace di dialogare con il contesto di Wynwood senza perdere la profondità concettuale. Al suo fianco, Emanuele Alfieri , Art Director e Strategy di Artistinct, che è anche uno degli artisti esposti. “Non volevamo fare una collettiva generica. Volevamo dimostrare che l’arte italiana contemporanea sa dialogare con il linguaggio della street art, del colore, dell’energia urbana senza perdere rigore”, spiega. E ha funzionato. La fiera ha registrato oltre 40 mila visitatori , più di 1000 artisti e 280 espositori totali provenienti da tutto il mondo.
Ma il vero colpo è arrivato sabato, quando la giuria composta da critici, curatori e direttori di fiere ha assegnato ad Artistinct il premio di Migliore Espositore Internazionale 2025, valutando coerenza curatoriale, qualità delle opere, presentazione e capacità di creare dialogo con il pubblico.
A dare voce a tutto questo ci ha pensato Giorgia Cartuccio , Digital Media Specialist, che ha costruito la narrazione del progetto sui social media e nei materiali promozionali con un approccio che rifugge il linguaggio aziendale in favore di una comunicazione autentica, diretta, umana. “Il mercato dell’arte è saturo di auto-celebrazione e di linguaggio vuoto. Noi abbiamo scelto di raccontare chi sono davvero questi artisti, cosa fanno, perché il loro lavoro ha senso. E il pubblico ha risposto”, dice.
Quattro persone, quattro competenze complementari, una visione condivisa: restituire all’arte italiana la posizione che merita nel mercato globale. Non con nostalgia del passato, ma con strumenti contemporanei. Non con autoreferenzialità, ma costruendo relazioni concrete.
Il premio vinto a Miami non è un punto di arrivo. È una conferma che quando l’eccellenza incontra il metodo, il mercato risponde. È la dimostrazione che un progetto italiano può competere con le grandi piattaforme internazionali e vincere, se ha qualcosa di unico da offrire: non solo arte, ma un sistema che la sostiene.
L’arte italiana ha sempre avuto una marcia in più. Ora ha anche l’infrastruttura per farla valere. E se volete vedere dove porta questo ponte, potete seguire il prossimo capitolo su Artistinct.com .
Un ringraziamento speciale ai nostri partner che ci hanno supportato nella riuscita di questo progetto: Sinergia Venture (financial partner) e Italmondo Spa (logistic partner).


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